Aria pulita? No grazie, costa troppo: la carica dei Repubblicani contro la salvaguardia dell'ambiente
Di Fulvia De Santis
Fulvia De Santis
22 settembre 2026
Il 14 settembre di questo anno l’Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia governativa statunitense che ha il potere di far rispettare le normative ambientali basandosi sulle leggi approvate dal Congresso, ha finalizzato l’eliminazione di un gran numero di standard del 2024 sulle emissioni di gas serra delle centrali elettriche a combustibili fossili e con essi è stato proposto di eliminare anche gli standard federali sui gas serra, GHG, ancora applicabili al settore elettrico. Lo scorso febbraio l’EPA era già intervenuta revocando l’Endangerment Finding, ovvero la determinazione che affermava come la concentrazione di sei gas serra stesse minacciando la salute degli americani e che le emissioni dei veicoli contribuissero a tale sempre più crescente minaccia.
L’EPA ha un ruolo decisivo nel controllo dell’inquinamento dell’aria e delle acque, oltre alla gestione dei rifiuti tossici e la regolamentazione delle emissioni dei veicoli, ma a seguito della nomina di Lee Zeldin come governatore dell’agenzia da parte di Donald Trump, l’EPA sta portando avanti una lunga agenda di deregolamentazione ambientale. Il suo obiettivo è quantificare i tagli in benefici economici a discapito di una reale salvaguardia dell’ambiente. L’EPA giustifica la propria politica di deregolamentazione sul piano giuridico ed economico, sostenendo che la cancellazione degli standard produrrà oltre 1.300 miliardi di dollari di risparmi tra il 2027 e il 2055, tra cui 1.100 miliardi deriverebbero dal minor costo dei nuovi veicoli, 200 miliardi dal mancato acquisto di infrastrutture e apparecchiature degli EV e il risparmio medio stimato sarebbe oltre 2.400 dollari per veicolo. Peccato che gli Stati Uniti abbiano prodotto solo nell’anno 2023 circa 6.197,3 milioni di tonnellate di CO2.
Non sono mancati interventi da parte di associazioni e gruppi ambientalisti che stimano come la cancellazione degli standard potrebbe produrre, fino al 2055, tra i 9,1 e i 17,9 miliardi di tonnellate aggiuntive di CO2 equivalente. Ma per il Presidente degli Stati Uniti e l’amministratore Lee Zeldin il cambiamento climatico non è un reale problema: i tagli ai limiti di CO2 daranno, secondo Zeldin, vantaggi economici determinanti e una riduzione dei prezzi dell’elettricità.
Non è bastato il caldo torrido dell’estate o i ripetuti nubifragi a smuovere gli animi dei repubblicani, ma ciò non ha fermato, invece, alcuni Stati, come lo Stato del Massachusetts e gruppi spontanei di cittadini nel denunciare d'inazi alla Corte d’Appello del District of Columbia il ritiro, da parte dell'Agenzia per la protezione ambientale (EPA), della valutazione secondo cui le emissioni di gas serra dei veicoli a motore costituiscono un pericolo per la salute umana e per l'ambiente, revocando di conseguenza i relativi standard sulle emissioni.
Anche sul fronte degli standard automobilistici in California la battaglia continua: di fatto il 15 settembre 2026 l'amministrazione Trump ha fatto appello contro una sentenza che aveva bloccato il tentativo dell'EPA di sottoporre al Congresso alcuni waiver californiani sulle emissioni dei veicoli. La battaglia sulle emissioni in California nasce dal tentativo dell'amministrazione Trump di togliere allo Stato il potere di fissare limiti antinquinamento più rigidi rispetto a quelli nazionali. Per farlo rapidamente, l'Agenzia per la protezione ambientale (EPA) ha provato a fare un'operazione mai vista prima: riclassificare quattro storiche deroghe concesse alla California come se fossero semplici "regolamenti", al solo scopo di inviarle al Congresso e farle annullare con una procedura speciale d'emergenza chiamata Congressional Review Act (CRA). Questa procedura è cruciale per la maggioranza al Governo perché permette di cancellare una norma a maggioranza semplice, senza bisogno dei 60 voti normalmente richiesti al Senato per superare l'ostruzionismo. La California ha subito impugnato la mossa e una giudice federale le ha dato ragione, stabilendo che l'EPA non poteva cambiare la natura legale di provvedimenti approvati anni fa soltanto per farli bocciare dal Congresso con una corsia preferenziale. L'amministrazione Trump ha quindi presentato appello il 15 settembre 2026 per ribaltare la sentenza.
Se l'amministrazione dovesse vincere l'appello e il Congresso usasse il CRA per cancellare le deroghe, le conseguenze sarebbero enormi. Da un lato, la California e gli oltre dodici Stati che ne seguono le orme perderebbero subito la capacità di imporre limiti rigorosi e quote di auto elettriche. Dall'altro, scatterebbe un "vincolo permanente": la legge americana prevede infatti che un provvedimento annullato tramite CRA non possa più essere reinserito in forma simile da nessun governo o Presidente futuro, blindando il divieto a tempo indeterminato.


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