Common Law e Civil Law: due sistemi che iniziano a convergere

21 Luglio 2026

Quando parliamo di diritto comparato, bisogna partire con la distinzione tra Common Law e Civil Law, due sistemi giuridici con tradizioni profondamente diverse. Il primo, tipico dei paesi anglosassoni, si basa sul principio dello “stare decisis”, cioè il valore vincolante del precedente giudiziario; il secondo, tipico dell'Europa continentale, si basa sulla centralità della legge scritta e dei codici come principali fonti del diritto.

Alcuni dei lavori più autorevoli sostengono che la Common Law sia un vero e proprio “incidente storico”: un sistema che non si è sviluppato da un progetto legislativo organico ma da una serie di eventi storici come la conquista normanna dell'Inghilterra nel 1066, quando cominciarono a formarsi le cosiddette corti reali. Il diritto in Inghilterra, a differenza dell'Europa continentale dove il diritto si è sviluppato attraverso la riscoperta del diritto romano e, successivamente, attraverso le grandi codificazioni culminate nel Codice Napoleonico, ha preso forma gradualmente grazie al lavoro dei giudici, risultando in un sistema giuridico unico per il paese. Nella seconda metà del XVIII secolo, le colonie britanniche in America non abbandonarono la Common Law inglese. Al contrario, la adattarono alle esigenze del nuovo stato federale.

Ancora oggi il sistema giuridico statunitense appartiene alla famiglia della Common Law, ma sarebbe riduttivo definirlo un sistema basato solo sui precedenti giudiziari. Negli Stati Uniti, la Costituzione federale, le leggi approvate dal Congresso, le costituzioni dei singoli stati e le rispettive legislazioni statali coesistono. Lo stare decisis fa parte del sistema: le decisioni delle corti superiori generalmente vincolano le corti inferiori chiamate a pronunciarsi su casi simili. Questo assicura prevedibilità, uniformità e certezza del diritto. L'Italia, a differenza del sistema anglosassone, è uno degli esempi più importanti di Civil Law. In questo sistema la legge è la fonte primaria del diritto, e il giudice, almeno formalmente, non crea nuove norme ma interpreta e applica quelle approvate dal Parlamento.

Per molto tempo, questa è stata la principale differenza tra Common Law e Civil Law. Ora, la distinzione sembra essere meno chiara. Anche nel sistema giuridico italiano, la giurisprudenza sta diventando più importante nell'interpretazione della legge e la legge è ancora la fonte primaria del diritto. Le decisioni delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale guidano sempre più l'interpretazione delle norme. Sebbene non siano legalmente vincolanti nel senso dei precedenti della Common Law, sono importanti per garantire l'uniformità nella pratica interpretativa. Si è creduto che Common Law e Civil Law fossero sistemi incompatibili. Oggi questa visione è stata in gran parte superata. La dottrina comparata identifica molti elementi di convergenza. Come evidenziato da alcune ricerche dell'Università del Piemonte Orientale, il legislatore statunitense oggi crea un numero crescente di norme e la legge è diventata una parte indispensabile del sistema, insieme ai precedenti. A ciò si aggiunge l'influenza del diritto dell'Unione Europea e la crescente tensione tra le corti supreme nei diversi sistemi. Nei sistemi di Common Law, i giudici interpretano sempre più testi legislativi complessi e nei sistemi di Civil Law la giurisprudenza gioca un ruolo sempre più prominente nell'interpretazione della legge.

di Fulvia De Santis