Il conto alla rovescia per le Midterm: Democratici avanti, ma Washington resta in bilico

2 agosto 2026  

prossimo 3 novembre 2026 si svolgeranno le elezioni di metà mandato, le cosiddette Midterm Elections, e i sondaggi nazionali mostrano un quadro piuttosto favorevole ai Democratici. L'ultimo rilevamento della CNN, condotto da SSRS e realizzato tra il 23 e il 27 luglio, assegna ai candidati democratici un vantaggio del 47% contro il 39% nel cosiddetto generic ballot, cioè la domanda che chiede agli elettori quale partito sceglierebbero se le elezioni si tenessero oggi. Oltre al vantaggio registrato nei sondaggi nazionali, i Democratici sembrano beneficiare di un elettorato più motivato e cresce tra gli elettori l'intenzione di recarsi alle urne.

Storicamente, le elezioni di metà mandato sono spesso un'occasione per gli elettori di limitare il potere del partito che governa. Anche in questa tornata molti americani sembrano vedere il voto come un modo per riequilibrare il Congresso. Le Midterm Elections si svolgono a metà del mandato del presidente degli Stati Uniti, nel mese di novembre. In questa tornata elettorale verranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato. Tradizionalmente rappresentano il primo grande banco di prova per il presidente in carica e possono cambiare gli equilibri politici di Washington.

Il Senato resta comunque la sfida più difficile. Dei 35 seggi in palio, 22 sono oggi repubblicani e 13 democratici. Per conquistare la maggioranza, i Democratici potranno vincere solo se otterranno la vittoria in questi quattro Stati: Alaska, Ohio, Maine e North Carolina. Le Midterm Elections svolgono un reale ruolo di giudizio politico sull'operato del presidente e garantiscono una previsione in ordine alle future elezioni, ma non assicurano un'attendibilità completamente certa. Basti pensare alle scorse elezioni di metà mandato, quando i Repubblicani avrebbero dovuto ottenere una vittoria netta, a causa della forte inflazione che stava dilagando in America e del calo di popolarità dell'ex presidente Joe Biden. Invece, i Democratici mantennero il controllo, guadagnando anche un seggio.

I sondaggi non sempre anticipano il risultato finale e, in questo periodo storico, il cambiamento repentino delle idee e i singoli eventi che si susseguono determinano molto facilmente l'orientamento degli elettori al momento del voto, rappresentando un fattore che impone di mantenere sempre grande prudenza nell'interpretazione di questi sondaggi.

Ciò che risulta limpido dagli ultimi sondaggi è la perdita di consenso nei confronti di Donald Trump. Negli ultimi mesi, gli ingenti tagli alla spesa federale, come la riduzione di alcuni programmi pubblici, basti pensare a Medicaid, il programma degli Stati Uniti che garantisce assistenza sanitaria gratuita o a basso costo a quella fascia di popolazione con reddito basso o che vive con disabilità, il rischio di una crescita vertiginosa dell'inflazione dovuta all'introduzione di nuovi dazi sulle importazioni e in un’America che vive la sua più grande crisi d'identità, molti elettori non vedono con favore neppure le iniziative economiche della famiglia Trump, soprattutto nel settore delle criptovalute, per i possibili conflitti di interesse con il ruolo pubblico del presidente.

Fulvia De Santis