Libertà di stampa negli Stati Uniti: il caso ABC-FCC e la consultazione pubblica in scadenza il 29 luglio
Fulvia De Santis
28 Luglio 2026
Non manca molto alla chiusura delle consultazioni pubbliche, destinate a segnare uno dei casi più delicati degli ultimi anni in tema di libertà di stampa statunitense. Il prossimo 29 luglio scadrà il termine entro il quale cittadini, associazioni e operatori del settore potranno presentare le proprie osservazioni alla Federal Communications Commission sul procedimento relativo al riesame anticipato delle licenze di trasmissione di otto emittenti televisive locali appartenenti alla ABC, tra cui la WABC-TV di New York, la KABC-TV di Los Angeles e la KGO-TV di San Francisco.
La Federal Communications Commission è un’agenzia federale indipendente degli Stati Uniti che si occupa di radio, telefonia, internet e televisione e, più in generale, della regolamentazione delle comunicazioni. Tale organo rappresenta l’equivalente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), che regola il settore delle telecomunicazioni e dei media nel territorio italiano. La decisione di riesaminare le licenze è nata a seguito di una presunta battuta di carattere satirico che lo storico e amato conduttore Jimmy Kimmel rivolse nei confronti della first lady Melania Trump, definendola, nel suo programma Jimmy Kimmel Live!, «come un’aura di vedova in attesa». Episodio, quest’ultimo, che portò alla richiesta pubblica, da parte degli inquilini della Casa Bianca, di licenziamento del conduttore.
Da quel momento, in molti hanno sottolineato come il provvedimento si configuri come una ritorsione più politica che altro. L’emittente ABC invoca la lesione del First Amendment della Carta costituzionale degli Stati Uniti d’America, che stabilisce che il Congresso non può approvare leggi che limitino un principio cardine come quello della libertà di stampa. La FCC sembrerebbe usare i suoi poteri amministrativi, tra cui quelli relativi alle licenze televisive, come un modo per fare pressione su un’emittente a causa dei contenuti trasmessi. The Guardian è intervenuto sostenendo che l’utilizzo del potere regolatorio della FCC, dopo le pressioni della Casa Bianca, rischi di intimidire le emittenti e limitare la libertà di espressione garantita dal Primo Emendamento.
Il presidente della FCC, Brendan Carr, avvocato che dal 2025 ricopre il ruolo di presidente della Commissione dopo essere stato nominato dal presidente Trump, sostiene invece che il riesame delle licenze rientri nei normali poteri dell’agenzia. Il confronto tra ABC e la Federal Communications Commission non è soltanto una disputa amministrativa sul rinnovo delle licenze televisive. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di crescente preoccupazione internazionale sullo stato della libertà di stampa negli Stati Uniti, dove il rapporto tra potere politico e mezzi di informazione è diventato sempre più conflittuale. Secondo il World Press Freedom Index 2026 di Reporters Without Borders, gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo arretramento nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, scendendo dal 57° al 64° posto su 180 Paesi, segnalando un deterioramento della situazione generale. Il dato più preoccupante resta però l’indicatore politico dove vedono gli Stati Uniti passano dal 41° al 62° posto, con una perdita di oltre 20 posizioni.


Fulvia De Santis
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