Negli Stati conservatori, Texas e Kansas, cresce la fiducia nei Democratici

Di Fulvia De Santis

24 ottobre 2026

Mancano solo dieci giorni alle elezioni americane di metà mandato. Gli elettori americani torneranno alle urne il prossimo martedì 3 novembre per il rinnovo dei 435 membri della Camera dei Rappresentanti e di un terzo dei membri del Senato, oltre che per l’elezione dei 36 governatori in corsa per mandati della durata di quattro anni. I senatori statunitensi vengono eletti per un mandato di sei anni nella camera alta del Congresso, composta da 100 membri. La data delle elezioni non è casuale: negli Stati Uniti, infatti, le elezioni federali si tengono il martedì successivo al primo lunedì del mese di novembre, sia per le elezioni del presidente degli Stati Uniti sia per quelle di metà mandato, secondo l’Act of January 23, 1845, intitolato “Act to establish a uniform time for holding elections for electors of President and Vice President in all the States of the Union”.

Tali elezioni assumeranno inevitabilmente il valore di un giudizio politico sull’operato del presidente Donald Trump e della sua amministrazione. Sarà poi possibile, a seguito delle elezioni del 3 novembre, formulare previsioni in merito alle scelte politiche che verranno compiute nei successivi due anni di mandato. Una probabile vittoria dei Democratici porterebbe a una modifica dell’agenda legislativa repubblicana, con un’intensificazione delle indagini parlamentari e un aumento del controllo sull’amministrazione, sebbene il presidente manterrebbe comunque i propri poteri costituzionali. Le elezioni per il Senato riguardano 33 seggi e, secondo il Cook Political Report, citato dal Guardian, le sette corse per il Senato considerate in bilico e rientranti nei cosiddetti “swing states” sono attualmente quelle negli Stati del Texas, Kansas, Maine, Alaska, Iowa, Ohio e Michigan. Tra questi emergono in particolar modo il Texas e il Kansas, che per decenni sono stati punti di riferimento dell’America repubblicana, ma che, in vista delle elezioni di metà mandato, sono diventati oggetto di particolare attenzione, perché anche in territori storicamente conservatori stanno emergendo tensioni economiche e politiche che potrebbero incidere sugli equilibri del voto.

Nello Stato del Texas, per il Senato, si contrappongono il repubblicano Ken Paxton e il democratico James Talarico. Un’eventuale vittoria democratica sarebbe storica, in quanto nessun democratico ha vinto un’elezione senatoriale in Texas dal 1988. Il candidato Paxton, classe 1962, è procuratore generale del Texas dal 2015, ha una laurea in psicologia e ha già ricoperto il ruolo di membro del Senato americano. La sua agenda comprende una linea netta sull’immigrazione e sulla riduzione delle imposte. È un grande sostenitore di Donald Trump, tanto da aver intentato, anni fa, una causa contro la vittoria alle elezioni presidenziali del 2020 dell’allora candidato democratico Joe Biden, che fu però respinta dai giudici della Corte Suprema americana. Paxton ha più volte sottolineato di concentrarsi sulla protezione dei cittadini e sulla difesa delle leggi e della Costituzione texane, dichiarandosi orgoglioso della propria lotta contro l’”ingerenza federale” durante i mandati di Obama, tanto da aver portato in aula 27 cause contro l’amministrazione Obama nell’arco di due anni.

Il democratico James Talarico, classe 1989, è invece un deputato del Parlamento texano ed ex insegnante di scuola media. Si è laureato in scienze politiche e ha sempre mantenuto un approccio aperto ai diritti civili. È sicuramente una figura molto progressista, anche in relazione a temi estremamente delicati in uno Stato come il Texas. Talarico è favorevole al diritto all’aborto e a una maggiore regolamentazione del controllo delle armi. La sua identità cristiana e il suo passato nell’insegnamento fanno parte del profilo pubblico con cui cerca di raggiungere anche gli elettori che non si riconoscono necessariamente nel Partito Democratico. È favorevole a maggiori finanziamenti per l’istruzione e alla creazione di un percorso verso la cittadinanza per gli immigrati irregolari. Ha inoltre ottenuto visibilità a livello nazionale per la sua capacità di presentare le proposte progressiste attraverso i valori della fede cristiana.

Attualmente, i sondaggi danno Talarico in netto vantaggio in generale, con un picco di consenso tra gli elettori neri, gli under 30 e le donne in possesso di una laurea. I gruppi che sostengono maggiormente Paxton sono invece gli elettori cristiani evangelici bianchi, gli uomini bianchi senza laurea, gli elettori delle aree rurali e gli over 65. Un aspetto interessante è anche il ritorno dell’elettorato ispanico verso i Democratici: nel 2024, infatti, una parte di questo elettorato aveva votato per Donald Trump alle presidenziali. Inoltre, secondo gli ultimi dati dell’emittente Fox News, quasi tre repubblicani su dieci non appartenenti all’area MAGA voterebbero per Talarico. In Kansas, il senatore repubblicano Roger Marshall, classe 1960, cerca la rielezione contro Adam Hamilton, classe 1964, pastore metodista e candidato democratico. Anche qui la posta in gioco è storica, dato che un democratico non vince un’elezione al Senato in Kansas dal 1932. Marshall è un ex ginecologo e ha prestato servizio nella Riserva dell’Esercito degli Stati Uniti per sette anni. Ha assunto posizioni decise sulle politiche relative al COVID-19 e sui sussidi sanitari. Marshall ha definito il suo avversario Adam Hamilton troppo “wok” e troppo debole per il Kansas.

Hamilton arriva alla politica elettorale da un percorso religioso e comunitario. Guida una delle maggiori congregazioni metodiste degli Stati Uniti e si presenta come un democratico moderato, attento al dialogo con gli indipendenti e i repubblicani. Il suo messaggio insiste sul costo del carburante, dei generi alimentari e della sanità, oltre che sulle difficoltà delle imprese agricole legate all’aumento dei costi di produzione. Hamilton avrebbe inizialmente valutato la possibilità di candidarsi come indipendente, ma alla fine ha deciso di presentarsi con il Partito Democratico.

Nel suo discorso dopo la vittoria alle primarie, Adam Hamilton ha contestato a Roger Marshall di non aver rappresentato adeguatamente gli interessi dei cittadini del Kansas. Il candidato democratico è tornato ad attaccare il senatore repubblicano anche in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta del New York Times, che ha riportato la vicenda legale relativa alle cause intentate da Marshall contro alcuni suoi pazienti. Oltre alla sfida per il Senato tra Roger Marshall e Adam Hamilton, il 3 novembre il Kansas voterà anche per eleggere il nuovo governatore. A contendersi la carica sono la democratica Cindy Holscher e il repubblicano Ty Masterson, chiamati a raccogliere l’eredità della governatrice uscente Laura Kelly, che non può ricandidarsi per limiti di mandato. Per i Democratici, conquistare uno di questi seggi, sia in Kansas sia in Texas, significherebbe interrompere una lunga serie di sconfitte al Senato.